Donne, risate, masturbazione e molto sesso, ma tutto è cominciato con la serie Sex and the City?

Sara Martínez 19/11/2019

Certo, la serie era scandalosamente frivola, e certo, potremmo anche dire che era una serie sessista e poco credibile (chi potrebbe condurre quella vita lussuosa nella città più cara del mondo?), una serie che faceva abuso degli stereotipi, che rappresentava una prosperità finta, che non rappresentava affatto la diversità etnica, e tante altre cose. Ma nella serie “Sex and the City” si parlava di sesso, e molto. E per la prima volta non erano gli uomini a farlo. Quattro donne riunite intorno a una tavola e parlando delle loro sbandate e le loro avventure, dei loro incontri sessuali, di quello che aspettavano e desideravano e di quello che avevano. Non si trattava di alcuni adolescenti raccontando agli altri con chi andrebbero al ballo, neppure di alcune madri che si riunivano, dopo aver accompagnato i bambini a scuola, per criticare i loro mariti e spettegolare come galline sulle vicine di casa, mentre scambiavano diverse ricette di cucina. Loro erano single 30enni, lavoratrici (più o meno), senza figli e con una vita sessuale attiva. Quella è stata la loro trasgressione, il loro peccato.

Ci hanno regalato alcune delle migliori gag e battute della storia della televisione, commedia pura. Sì, non siamo diventati pazzi. Molti di questi gag si sono ispirati a vicende reali che i propri sceneggiatori avevano vissuto. Scene come quella in cui Miranda scopre che la donna delle pulizie a casa sua, ha sostituito il suo vibratore con un’immagine della Vergine, scene come quella in cui Carrie, seduta sul sedile del water, propone al suo nuovo partner di sostituire la pioggia dorata che lui voleva con un tè caldo, oppure scene come quella in cui Samantha dice al suo partner occasionale che il suo seme ha un sapore rivoltante. Chi non avrebbe simpatizzato con Carrie quando quello scrittoruccio l’ha lasciata tramite un post-it? Alzi la mano chi non abbia desiderato andare di fretta ad acquistare un vibratore rabbit, dopo aver visto il piacere e la dipendenza che la dolce Charlotte provava con il suo (se questo è stato il tuo caso, devi sapere che non sei stata l’unica: quel carino vibratore è diventato famoso dopo quella puntata).

Parliamo degli anni '90, e per la prima volta, si poteva guardare in prima serata (televisione a pagamento, certo), una serie su quattro donne adulte che parlavano del piacere femminile. E adesso vi raccontiamo la cosa più sorprendente: la serie aveva lo scopo di raggiungere un pubblico molto vasto. Ci è riuscita? Più di venti anni dopo la première, continuiamo a parlare della serie, quindi, potremmo dire di sì. Il suo successo risiedeva nei dialoghi, sempre veloci e accurati, piuttosto che nella trama. E così, senza atteggiamenti moralistici, in modo divertente e senza pregiudizi, queste donne hanno infranto certi tabù sulla masturbazione femminile, i vibratori, l’orgasmo, l’aborto, il cancro o la maternità.

Loro parlavano di qualsiasi argomento, e fra bicchieri di Cosmopolitan e conversazioni spigliate e apparentemente irrilevanti, hanno aperto le porte a certi argomenti che non erano mai apparsi in televisione. La scelta di non diventare madre. L’aborto come un diritto delle donne, legale, volontario e senza rimorsi né traumi. E, l’altra faccia della stessa medaglia: l’impossibilità di diventare madre, le frustrazioni e la tristezza causata da una maternità desiderata che non arriva. Il cancro al seno, lo shock emozionale e fisico, la terapia e le sue conseguenze, la perdita dei capelli, il calo del desiderio sessuale, la paura.

Non è giusto valutare una serie dal punto di vista attuale del movimento #MeToo, ma “Sex and the City” ha cambiato le regole e ha contribuito al cambiamento. C’era vita in televisione prima di “Il Trono di Spade”. “Benvenuti nell'era dell'anti-innocenza. Nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare. Facciamo colazione alle 7 e abbiamo storie che cerchiamo di dimenticare il più in fretta possibile”. La serie, ha dovuto soccombere al mito dell’amore romantico? Certo, ma è innegabile che quella prima puntata fa già parte della storia del piccolo schermo. Quattro amiche, molte risate e molto sesso, senza rimorsi. Quella è stata la rivoluzione, anche se adesso sembra incredibile.

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