Il punto G è la Meryl Streep del cast?

Bene, è giunto il momento di affrontare l’argomento. Così controverso come l’ultimo episodio della serie televisiva “I Soprano”, o come l’amore tra Sam e Frodo, il punto G ha riempito centinaia di pagine (più o meno serie o rigorose) ed è stato trattato come il Santo Graal, come la pietra filosofale del piacere. I suoi lodatori sostengono che non c’è nulla di simile al mondo (per farsi un’idea di questo tipo di testimonianze, non c’è niente di meglio che ricorrere alle storie in prima persona narrate in dettaglio nelle riviste di cronaca rosa), mentre i detrattori affermano che si tratta di una bufala inventata senza rigore scientifico. Pulsante magico, zona particolarmente sensibile o mito leggendario? Si deve cercare all’interno della vagina?, o si tratta invece di un mistero da risolvere da Danielle Bossari nel programma “Mistero Adventure”? Va beh, se gli scienziati, gli ostetrici e i ginecologi non riescono a mettersi d’accordo, molto probabilmente non lo faremo neanche noi... Ricorriamo all’evidenza empirica (va beh, più o meno), basata su un’indagine veloce in ufficio. Conclusione: le informazioni sessuali e anatomiche a cui abbiamo accesso, sebbene ampie e varie, presentano delle lacune profonde. Dov’è il punto G? C’è un orgasmo clitorideo e un altro vaginale? Il punto G è una lotteria il cui premio si può vincere, oppure no?

Andiamo all'origine, già il padre della psicoanalisi classificava le donne e i loro diversi percorsi verso il piacere, sostenendo che esistevano tanto orgasmi vaginali, quanto orgasmi clitoridei. Lui affermava, inoltre, che gli orgasmi vaginali erano, per lo più, raggiunti da donne mature e appagate, mentre il secondo tipo, gli orgasmi clitoridei, era solo provato da ragazze adolescenti un po’ infantili, ancora di scarso comprendonio e sviluppo mentale... Ottimo, tutto chiaro finora. Oppure no? Negli anni ‘40, il medico tedesco Ernst Gräfenberg scoprì una nuova zona erogena sulla parete anteriore della vagina, lungo il decorso dell'uretra, e nel 1950 approcciò il coinvolgimento e ruolo di questa zona nei fenomeni dell'orgasmo e l’eiaculazione femminile (o squirting), nel suo articolo «The role of the urethra in female orgasm» (International Journal of Sexology, 1950; 3: 145-148). Negli anni ’80, e una volta che Gräfenberg era andato a far terra per i ceci, i medici Ladas, Whipple e Perry, hanno ripreso l'argomento e hanno dato il nome di Punto Gräfenberg alla zona scoperta dal medico tedesco, (anche se poi, tutti hanno cominciato a chiamarlo punto G, sembra che quello di “punto Gräfenberg” fosse troppo lungo per i titoli dei giornali...).

Punto G, realtà o mito leggendario?

Vediamo, una volta che viene nominato, è ovvio che esiste, quindi, la festa comincia. “Punto G: Cos’è e Dove si trova?”, “Chi cerca, trova: tutto il necessario per scoprire il punto G”, “Il punto G femminile: come trovarlo e stimolarlo e quali sono le posizioni sessuali che più lo eccitano”, “Punto G - dov'è e come stimolarlo”.... Quando non si sa come riempire certe pagine, o si ha bisogno di un articolo che aumenti le visite su un certo sito web, l’argomento del punto G non fallisce mai, si tratta della Meryl Streep del cast, un successo sicuro. Le istruzioni per trovarlo variano a seconda della fonte: abbiamo letto che è localizzato sulla parete anteriore della vagina, all'ingresso del canale, a una profondità variabile fra 3 e 5 cm; ma abbiamo anche letto che la profondità varia tra 3 e 6 cm, tra 5 e 8 cm (cioè, praticamente in gola)...

Gli studi condotti non riescono a fare luce su questa questione. Per alcuni non esiste, per alcuni si tratta di un’area ben definita, e c’è chi sostiene che quando si esercita certa pressione sulla parete anteriore della vagina, vengono stimolate le strutture interne del clitoride. L’ipotesi più esotica che abbiamo letto è che il punto G sarebbe una reminiscenza della prostata, non sviluppata nell'anatomia femminile a causa della mancanza del cromosoma Y, e ancora più pericoloso, ci sono persino certi interventi chirurgici volti a migliorare la sensibilità del punto G (forse la situazione sta sfuggendo di mano...).

In ogni caso, i sostenitori più accaniti consigliano di cercarlo sdraiata, tramite l’inserimento di un dito nella posizione “vieni qua”. Ci sono anche certe posizioni sessuali che rendono più facile la ricerca e la stimolazione del punto G, come ad esempio quella dell’amazzone, in cui la donna sta sopra, o quella in cui la donna è sdraiata su una tavola mentre l’uomo la penetra in piedi... E… senz’altro… non dobbiamo dimenticare i sex toys! C’è un’intera gamma di giocattoli erotici e sessuali concepiti a tale scopo. Il nostro consiglio? La ricerca del piacere non è mai una perdita di tempo; inoltre, ci sono tanti tipi di fantastici vibratori per punto G, dotati anche di una funzione succhia clitoride (per sicurezza, casomai ne hai bisogno...). Abbiamo tantissime zone erogene, goditi ognuna di loro e non perdere tempo nella ricerca eterna dell'arca dell'alleanza. Come sostiene Sheryl A. Kingsberg, professoressa del Dipartimento di Biologia Riproduttiva della Case Western University (USA), la posizione o localizzazione del punto G dovrebbe essere nel cervello, e non nella vagina. Dopo tutto, (e questo osiamo dirlo senza paura) il cervello è la zona erogena più potente che abbiamo.

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