Babbo Natale non sono i genitori, è Kim Jong-un

Sara Martínez 18/12/2020

Ebbene cari amici, l’anno scorso ho avuto una sfacciataggine senza precedenti che ho pagato (tutti noi l'abbiamo fatto) a un prezzo esorbitante. Io volevo solo la Mollettina Disco, la bambola che mi spettava per essermi addormentata per anni guardando il volto del brutto bambolotto pagliaccio che invece mi è stato dato, molto più sinistro di Stephen King, del film “It” e dello stronzo che ha inventato il genere horror, di gran lunga.... La mia lettera aperta a Babbo Natale ha dato i suoi frutti, e qualche giorno prima della Vigilia di Natale, ho pianto come una fontana quando ho aperto un pacco in cui ho trovato la mia (stava per dire “bellissima”, ma in realtà, è molto più brutta di quanto ricordassi) bambolina. Eccola lì, tanti anni di infanzia perduta senza poter ballare stile Disco Stu ed era finalmente mia. Sembrava che il 2020 sarebbe stato un anno memorabile, per forza. Ma eccoci qui, e non voglio dire che sia tutta colpa del vecchiotto ciccione, ma forse la sua enorme (e non assicurata) fabbrica di Umpa Lumpa, al centro del Polo Nord, ha avuto qualcosa a che fare con la destabilizzazione dell'ecosistema. Forse i suoi piccoli viaggi intorno al mondo in una slitta che sospetto corra con il diesel da anni (perché, scusatemi, ma le renne non corrono così tanto, a meno che non siano in botta da metanfetamina), il suo appetito vorace (perché quella pancia non si mantiene nemmeno con un centinaio di impianti di lavorazione di carni suine) e tutte le tinture industriali che i suoi vestiti richiedono per avere quel bel colore rosso (no cari amici, non ci sono pecore vermiglie), non hanno fatto che contribuire ad aumentare il buco nell'ozono, che oggi è grande quanto il suo culo.

Non mi piace segnare a dito, ma quando mio padre mi disse, all'età di quattro anni, che Babbo Natale era, e cito testualmente, "una fottuta invenzione americana", forse non intendeva mettere fine alla mia illusione infantile, cercando di emulare Stalin, ma cercava solo di farmi ragionare... La fantasia natalizia del cazzo finirebbe per ucciderci, Babbo Natale era l'incarnazione del male, del capitalismo più implacabile, del consumismo più irresponsabile, perché, vediamo un po’, per cosa cacchio volevi quella bambola di merda con la musica disco, se ancora oggi non ce la fai nemmeno a imparare la coreografia dei tormentoni estivi di Ricky Martin? E guarda che non potrebbero essere più semplici… Per cosa avevi bisogno del “Crazy Chic Disegna La Moda”, oppure di una macchina da cucire per bambini, se a casa tua si ha sempre tagliato l’orlo dei pantaloni con le forbici da pesce? Per cosa diavolo volevi il “Dolce Forno”, se quello che ne veniva fuori poteva inviarti direttamente in ospedale? Davvero ti ha reso molto felice quel “Cicciobello Cammina e Gattona”, che non camminava o gattonava, né niente del genere?

Ti avverto vecchiotto decrepito, non presentarti più a casa mia perché ti spacco la testa, capisci? E niente biscotti, che li ho già mangiati tutti durante il confinamento, non avvicinarti nemmeno al quartiere, palla di lardo, che ti ammazzo... Ma chi è stato il meschino figlio di puttana che ha chiesto una pandemia? E dai, siccome è stato così bravino, tu hai pensato “ah, una pandemia, certo, quest’anno gliela porto, che se la merita”...È uno scherzo? Ci prendi in giro? Chi è stato? Forse Voldemort? Darth Vader? Forse gli elfi si sono costituiti in sindacato e tu, stizzito, hai deciso di romperci le palle e fregarci tutti? Rinchiuditi nella tua casa di pan di zenzero e abbuffati di briosce e cornetti, ma non uscire mai più da lì. D'ora in poi mi occuperò degli affari miei e dei miei orgasmi, che, a quanto pare, oggi è una delle poche cose che si possono fare senza paura di morire o di uccidere qualcuno.

Ridete e gemete molto, cari amici, perché è l'unico modo di resistere. Riempite il bicchiere di vino (no, niente Coca-Cola, ma dai...) e brindate alla felicità che verrà, agli abbracci e ai baci che non si perderanno mai più, e ricordate: un orgasmo non cura, non guarisce, ma spesso salva. Non perdete tempo a scrivere lettere assurde e mettetevi al lavoro. Salute!

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