Solo amiche? Un corno! Clitoriste, lalle, fregatrici o leccafighe, e ne siamo fiere!

EroticFeel 30/04/2021

Naturalmente, un'idea del genere, un'idea così strampalata, genera sempre molta confusione, e reazioni così "normali, certamente aspettabili e soprattutto civili" come quelle che si verificano giorno dopo giorno in un'Italia che non è ancora in grado di riconoscere e normalizzare i diritti di questo collettivo. Esempi? Ce ne sono migliaia:

Come quello che è accaduto nel 2020 a Marano Vicentino, dove una coppia di ragazze che si era recata in un locale a bere qualcosa è stata avvicinata dagli altri clienti con battute poco piacevoli (e poi apertamente offensive per il loro orientamento sessuale). La cosa più grave e oltraggiosa? La titolare del bar, invece di difendere le donne, ha preso le parti degli altri clienti e le ha "invitate" ad allontanarsi dal locale. O quell'altro sfortunato evento in cui una famiglia civitavecchiese ha trovato la propria macchina vandalizzata da scritte omofobe che recitavano “lecca vongole” e “lecca trincee”.

D'altra parte, per fortuna, ci sono sempre persone molto gentili pronte a occuparsi del benessere di tutti, specialmente di quello dei bambini. Grazie al cielo! Sì, certamente ci sono sempre concittadini disposti a moralizzare chiunque con la loro omofobia, quel rimedio casalingo contro ogni traccia di rispetto e di convivenza... È proprio quello che è successo di recente a Valentina e Aurora a Voghera, dove un uomo si è avvicinato a loro dopo averle viste baciarsi per strada e gli ha detto in faccia: “Io non voglio dirvi niente ma…Ci sono dei bambini e siete due donne! Non potete baciarvi, andate da un’altra parte”. Per fortuna, il silenzio non è più una risposta e la coppia ha reagito: “Tu non baci mai tua moglie davanti ai tuoi figli?”.

Purtroppo, in molte occasioni la violenza non si limita a “semplici” insulti, ma si manifesta sotto forma di aggressione fisica. È ciò che è accaduto a una studentessa quindicenne di Torino nel 2019, aggredita per il semplice fatto di avere un aspetto “troppo maschile”, o quello che è capitato a una ragazza di Potenza l’anno scorso, che prima di essere aggredita da due ragazzini, ha dovuto ascoltare “Le persone come te devono morire, vuoi fare il maschio? E mo ti faccio vede come abbuscano i maschi”.

I deplorevoli episodi che devono sopportare le coppie lesbiche che hanno figli meritano una menzione speciale. Ma, naturalmente, è normale che la gente non lo capisca, perché vediamo un po’, due ragazze con un figlio proprio? Quello come si fa? Arrivati a questo punto dell’articolo, chiariamo, per chi è troppo letterale, che le nostre parole sono cariche di una forte componente ironica. Ma come?, non te ne eri ancora accorto? Ma dai… Va beh, torniamo al dunque, come stavamo dicendo, quello come si fa? Da dove cavolo viene un bimbo del genere? Perché non si può rimanere incinta leccando fighe, certo?... o si può? Ci sono un sacco di uomini confusi là fuori, che guardano i loro peni e non sanno più che ruolo hanno in questo casino, questo controsenso.

Non è facile, certo, i froci e gli invertiti sono sempre esistiti. Nel corso degli anni, alcuni sono stati ritenuti malati mentali e altri semplicemente depravati, ma niente problema, dai, vengono curati o imprigionati a seconda del caso e questo è quanto! Ma per quanto riguarda queste tribadi, da dove vengono? Cosa ne facciamo? La natura delle lesbiche non ha ragione di essere. Ovviamente, il ruolo di una donna è quello di stare a casa, cucinare per suo marito, avere i suoi figli e fornirgli uno sfogo sessuale, è tutto. Al massimo, può avere un'amica a cui scrivere o con cui incontrarsi per fare cose da ragazze. Fin qui tutto bene, ma andare a letto con un’altra donna? Questo è oltre il limite. Chi penetra chi? Guarda cosa abbiamo ottenuto con tanta liberazione e tanto femminismo! Perché prima questo non capitava, prima, nel mondo occidentale non c'erano le lesbiche. Ma che idea! (Proprio come succede oggi in Iran quanto all'omosessualità. Non lo sapevi? Loro non hanno “questo fenomeno”, guarda come sono unici). Si sa che le donne sono esseri sentimentali, non sessuali. Ma certo! Per loro, le relazioni intime sono solo un altro compito del matrimonio, dai, tutto a posto, niente di sorprendente, si tratta solo di una faccenda in più, come cucire i bottoni, preparare il brodo o fare la lavatrice. Ma signore che scopano, che godono nel toccarsi, che gemono di piacere senza un uomo al loro fianco? Nella testa di chi è possibile?

Ecco perché, non molto tempo fa, le lesbiche erano solo “amiche romantiche”. Anche nel contesto del matrimonio, non era disapprovato che una donna potesse avere un’amica intima. Il concetto era così diffuso nell'alta società europea, che era persino accettato che due amiche condividessero una vita e un tetto sopra la testa. Dopo tutto, cosa avrebbero fatto? Eppure, il lesbismo esiste (ed è stato condannato) da quando esiste il mondo, da quando le donne sono donne. La storia del lesbismo in Italia potrebbe essere fatta risalire al 596 a.C., anno in cui si registra la presenza di Saffo in Sicilia. Continua poi con le cortigiane romane, menzionate ampiamente nei testi classici, anche se non è fino a molto più tardi, nel 1534, che si ritiene che Annibal Caro abbia usato per la prima volta il termine "tribadi" nella lingua italiana.

Dame di corte, cortigiane e suore, intellettuali, aristocratiche e persino regine... tutte le classi sociali hanno avuto il loro momento..., e la loro punizione: l'amore tra queste donne veniva definito come una chiara forma di lussuria, loro venivano accusate di sodomia, imprigionate, processate come streghe, condannate al rogo... E ancora oggi, nel XXI secolo, sono sottoposte a continue umiliazioni per il loro orientamento sessuale.

Solo amiche? Un corno! Vediamo un ultimo esempio, quello di Martina ed Erika, due giovani ragazze che sono fidanzate, e che dopo aver postato sui loro social network alcune foto in cui erano felici e affettuose, hanno subito una vera e propria valanga di insulti, critiche e minacce. Gli insulti e le minacce, sempre a sfondo omofobico, sono molto vari, dal più “innocente” “Che spreco”, al più offensivo "Due troie assatanate che per essere curate necessitano di uno stupro"; dal più classico “Lavatevi col fuoco”, al più attuale “Il Coronavirus è colpa vostra”; dai commenti più incendiari e apocalittici, come “Massacratele dal vivo” o “Non bruciamo le foreste, bruciamo le lesbiche che tanto sono inutili e portano malattie”, a quelli dall’intenzione tassativamente “riparatrice”, come “Dall’omosessualità si può guarire, basta volerlo e non avere paura di chiedere aiuto, è come qualsiasi altra malattia”. Per fortuna, le donne sono sempre state coraggiose, come Martina ed Erika, che, invece di farsi intimidire, hanno risposto con una batteria di idee spiritose e hanno persino creato una pagina Instagram, una pagina Facebook e un libro in cui raccolgono "Le perle degli omofobi". Il risultato? Giudicate voi stessi, noi possiamo solo dirvi che hanno più di 113 mila follower...

Cosa abbiamo imparato? Che il modo più coraggioso di lottare contro un termine offensivo è quello di appropriarsene, che il modo più coraggioso di lottare contro un atteggiamento barbarico e incivile è quello di ridere di quanto possa essere assurdo. Ed è proprio quello che hanno fatto loro, le lesbiche, le lelle, le lalle, le subigatrici, le ficatrici, le cazzute, le vespe, le tomboy, le dyke, le tribadi del mondo, le madri che sono in grado di spiegare ai loro figli meglio di chiunque altro, che i peni non governeranno più il mondo. L’era dei peni è finita, il tempo della diversità è giunto.

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