Strambi di tutti i tipi e pelami, guida rapida al “puppy play”

Sara Martínez 17/03/2021

C'è chi compra un vestito rosa per il suo yorkshire terrier e gli fa una coda di cavallo come se fosse la bambola “Nenuco” della sua infanzia, e c'è chi si diverte a mettersi a quattro zampe e a indossare una maschera da cane. Renderli umani o diventare uno di loro, questo è il dilemma. L’Internet è piena di termini come “pet play”, “pony play”, “puppy play”, “furry”... Ma cosa significano esattamente? Vediamo un po’. Le espressioni “Pet play”, o “Puppy play”, cioè, il gioco del cucciolo, fanno riferimento a una subcultura di persone che amano indossare maschere e code da cani o altri tipi di animali. Il termine comprenderebbe qualsiasi gioco di ruolo in cui una persona ricrea il ruolo di un animale domestico per divertimento e piacere, che questo piacere sia sessuale o meno. Infatti, il rapporto tra puppy e handler non ha necessariamente a che fare con la sfera sessuale. Alcuni dei patiti di questa sottocultura sostengono che è un modo fantastico per rilasciare lo stress, una sorta di terapia psicologica che aiuta ad affrontare i problemi della vita quotidiana. Perché, sì, tutti sappiamo che un animale domestico non paga il mutuo, non deve sopportare il capo e non si preoccupa dell'aumento delle bollette elettriche o del coronavirus. Un animale domestico deve solo occuparsi di andare per conto suo tutto il santo giorno, di annusare i sederi a destra e a manca, di fare la fusa, di sdraiarsi sulla schiena per farsi strofinare la pancia o di fare qualsiasi altra cosa faccia la sua specie in particolare. Perché qui arriva la seconda classificazione, non è lo stesso giocare a essere un cane (puppy play), a essere un gatto (cat play) o un pony (pony play). Il comportamento è diverso, così come gli accessori e l'abbigliamento.

Infine, un’ultima nota sulla comunità “furry”: si tratta di persone che amano vestirsi da animali pelosi o creature antropomorfe. In altre parole, far parte del Furry fandom significa essere appassionati delle figure animali umanoidi, e quindi, a queste persone piace travestirsi da certi animali con tratti umani che considerano il loro alter ego, anche se, attenzione, queste persone non si sentono animali. E tutti questi giochi o pratiche hanno connotazioni sessuali? Non sempre, ma per molti, sì. Ma attenzione, sia chiaro che nessuno di questi giochi coinvolge animali reali, i sostenitori di furry fandom o pet play non hanno gusti zoofili, sono pratiche che non fanno male a nessuno e ci deve essere sempre il consenso dei partecipanti.

Benissimo, una volta gettate le basi, iniziamo il viaggio. Prendete tutti i vostri utensili e accessori, perché ce ne andiamo a San Francisco, culla di tutte le sottoculture degne di nota. E attenzione, se siete rimasti sbalorditi dalla rottura di Kristen Stewart e Robert Pattinson, o dal triangolo amoroso Jennifer Aniston-Brad Pitt-Angelina Jolie, tenetevi forte, perché non è niente in confronto a quello che stiamo per dirvi. Primo punto: Nella conosciuta città nordamericana, il movimento “puppy play” ha così tanti seguaci che le riunioni si tengono ogni secondo sabato del mese. Caspita!! Vuoi saperne di più? Benissimo: Anche se questa subcultura fetish ha sostenitori sia maschili che femminili, è più comune nella comunità gay. Per alcuni, la corrente ha connotazioni di dominazione e sottomissione. In questo caso, i partecipanti si vestono in pelle e lattice e i sottomessi indossano guinzagli e fanno solo ciò che il loro padrone (chiamato anche master o Handler) ordina di fare. Ma, come spiegato sul sito web dell’International Puppy Contest (ma sì, esiste qualcosa del genere, davvero), non è sempre così, “Alcuni cuccioli sono proprietà di qualcuno e si mettono il collare con lucchetto, mentre altri semplicemente amano essere animali randagi e non appartengono a nessuno. Non afferrare mai il collare di un cucciolo se ha un lucchetto, è irrispettoso nei confronti del suo proprietario". In altre parole, e ricorrendo ai detti popolari: “Bisogna rispettare il cane per il padrone”, perché “Due cani che un solo osso hanno, difficilmente in pace stanno”.

Nello stesso sito web si dice anche che addestrare un cucciolo umano può essere difficile come addestrare un vero cucciolo. "Alcuni cuccioli rinunciano completamente a tutte le caratteristiche umane, diventando veri animali domestici, mentre altri conservano gradi diversi delle loro caratteristiche umane". Il sito spiega anche che, a seconda del livello di gioco, bisogna insegnare a molti cuccioli a fare i propri bisogni fuori casa, a non parlare e a non rompere i mobili. Naturalmente, per riuscirci si può ricorrere a museruole, gabbie o dispositivi di castità, "per evitare (ad esempio) che i cani arrapati si trombino i mobili o le gambe delle persone". E infine, l'interessante sito web dà un consiglio importante a coloro che vogliono andare troppo lontano. "Se un cucciolo umano non può parlare o interagire come un normale essere umano per lunghi periodi di tempo, può diventare psicotico e pericoloso per gli altri e per sé stesso". Non abbiamo molto altro da aggiungere, siamo a San Francisco, basta andare a una di queste feste e visitare il Golden Gate e il weekend avrà volato via.

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