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Un capezzolo! Ma nessuno pensa ai bambini?

Sara Martínez 28/08/2020

È stato sulla bocca di tutti in quel Super Bowl del 2004, va beh, quello e tutti gli altri Super Bowl, perché il capezzolo maledetto di Janet Jackson fa già parte della storia, proprio come le foto scandalo della Villa Certosa di Silvio Berlusconi, come la foto della bandiera rossa sul Reichstag, scattata il 2 Maggio 1945 a Berlino, o come il seno incontenibile di Sabrina Salerno che rese felici tutti gli spagnoli nella notte di Capodanno del 1987. Nel bel mezzo della guerra in Iraq, gli Stati Uniti si sono fermati (media, Congresso e Senato inclusi) a parlare dell'indecenza di quel capezzolo. Persino Laura Bush, allora first lady, disse che erano proprio “le cose che non vogliamo che i bambini guardino in TV”. (Per l'amor di Dio! Ma nessuno pensa ai bambini?).

La società americana è cambiata dopo il Super Bowl del 2004? Vediamo, nel 2016 “Le donne di Algeri", di Pablo Picasso, è diventata l'opera d'arte più costosa della storia. Il dipinto è stato messo all'asta per poco più di 160 milioni di euro e i media, naturalmente, gli hanno fatto eco. Se non avete in mente questo capolavoro, vi invitiamo a cercarlo. Meraviglioso. Eppure, la Fox ha pensato che i capezzoli cubisti di quelle signore disegnate potevano ferire la sensibilità di alcuni e risvegliare inopportunamente i peni più intorpiditi, e quindi, senza nemmeno un briciolo di vergogna, ha trasmesso la notizia offuscando i seni quando il dipinto è stato mostrato. Va evidenziato che negli Stati Uniti ci si può offrire volontari per assistere a un'esecuzione in diretta e chiunque abbia una malattia mentale diagnosticata può comprare un’arma al supermercato. D'altra parte, l'industria pornografica ha fatto della California la sua Mecca e gli americani sono, in media, i cittadini che consumano più porno nel mondo.

Nel 2018, un regista teatrale ha utilizzato "La Libertà che guida il popolo" di Delacroix (un'immagine che, tra l'altro, ha ispirato Picasso) per pubblicizzare il suo lavoro su Facebook. L'opera è stata censurata dal social network. Nel dipinto, una donna a petto nudo sventola una bandiera francese in una mano mentre tiene una baionetta nell'altra. Anche se non è il momento di analizzare l’opera, vorremmo chiarire che non è un dipinto sessuale ma politico, la donna e i suoi seni rappresentano la ribellione, la lotta, la madre di tutti i lavoratori, tutti i soldati e tutti i caduti. Se nel corso della storia fossero state in vigore le stesse regole che abbiamo oggi, nessuno avrebbe potuto godere in pubblico delle opere di Tintoretto, Modigliani, Manet o Gauguin, che sarebbero state mostrate solo negli angoli più bui, e a pagamento, ovviamente.

Ed eccoci qui, nel bel mezzo del 2020, e intimoriti dai capezzoli femminili. Nessun social network accetta un capezzolo femminile non coperto, ma invece, acconsente di mostrare il seno che lo nasconde o lo trucca. Non sappiamo cosa c'è di osceno o riprovevole nei capezzoli, gli uomini e le donne ce li hanno, ci identificano come mammiferi, ci nutrono, e sì, anche tua madre ce li ha. Sono una fonte di vita e anche una zona erogena, senz’altro. Ma anche i capezzoli maschili vengono eccitati se sono accarezzati. Non è l'erotismo ad essere censurato, né l'innocenza dei bambini ad essere preservata (ma dai, se i vostri bambini piccoli hanno accesso a un account Instagram o Facebook, forse qualcuno dovrebbe fare una chiamata ai servizi sociali...). Se siete scioccati e scandalizzati dalla Venere di Willendorf, allora, il problema è un altro...

Comunque sia, i capezzoli e i seni sono sempre stati al centro delle controversie e hanno dato origine a una vasta gamma di opinioni e frasi celebri. Basta cercare su Internet: “Dio è nei dettagli e il capezzolo è il suo dettaglio più grande”. “C'è qualcosa di più profondo che il gesto infantile dell'amante che succhia i capezzoli dell'amata?” “Il capezzolo non va ammirato, ci si deve semplicemente attaccare, non importa per cosa. Non servono i progetti, le intenzioni, qui basta lasciarsi andare e si scopre come l'uomo sia fatto per la donna e come la donna, già solo per questo, meriti di essere venerata”. “C'è una differenza straordinaria fra un capezzolo bello e un capezzolo qualsiasi”. “È meglio il seno? È meglio il sedere? Perché discutere: in fondo le chiappe sono tette senza capezzoli”. “Il seno è maschile singolare; per fortuna le tette sono femminili e plurali!” “Dal tuo petto nudo Aperto con le sue cupole gemelle Verso il mare, verso il vento dell’isola E come io nel tuo sonno navigavo Libero.” “Sere alla luce del carbone ardente Sere al balcone, il velo rosato dei vapori… Dolce il tuo seno”. Ahhhh.....Seni e capezzoli. Capezzoli e seni. Sempre al centro degli sguardi. Sempre al centro della polemica.

Ma chi fa le regole? Forse ciò che viene venduto, ciò che viene mercificato, non può essere esposto liberamente. Deve essere controllato. Va beh, forse dovremmo avere questo concetto impresso nella memoria: il suo capezzolo non deve essere per forza la tua erezione.