Palpati, palpati tanto

“Per prendersi cura del seno l'autopalpazione a casa è assolutamente necessaria” afferma il chirurgo del cancro a seno Kristi Funk nel suo nuovo manuale “Seni: impara il modo di conoscerli”. L'aspetto più importante è capire la malattia e confinare qualsiasi paura o pregiudizio che ci faccia provare ansia. Il cancro, e particolarmente il cancro al seno, è stato molto stigmatizzato nel passato, ma è da tanto che non è più sinonimo di morte. Anche se può colpire tanto gli uomini quanto le donne, è molto più frequente nel caso delle donne. Così tanto che questo tumore colpisce una donna su otto, nell'arco della vita. Certo, il dato spaventa, non è necessario fare finta di essere coraggiose. Non è una lotta, nessuno vince e nessuno perde. Non c'è bisogno di essere sempre gioiosa, è logico provare diversi stati d'animo e nessuno ti può far sentire colpevole, neanche tu. Orbene, i dati sono eccezionali. Secondo l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, grazie alla ricerca scientifica, al miglioramento delle terapie e ai metodi di diagnosi precoce, la sopravvivenza media a cinque anni dalla diagnosi di un tumore al seno è del 87 per cento, e le possibilità di cura nelle fasi iniziali sono ancora più elevate. È una ragione importante per fare attenzione, non ci credi?

Da quando si è cominciata a utilizzare ogni due anni, la mammografia ha ridotto del 35 per cento la mortalità per tumore al seno in certe fasce di età, un dato che non è possibile quantificare nel caso degli autoesami. L'autopalpazione non è un metodo infallibile, ma non è inutile per niente. L'autopalpazione e la mammografia non si escludono reciprocamente, è molto importante chiarire questo. Se ti palpi e non trovi nessuna anomalia, non vuol dire che non possa esistere. Se sei nella fascia di età fra i 45 e i 50 anni, la mammografia può diventare un vero giubbotto di salvataggio. Ma è chiaro che ci sono anche tante donne che sono andate dal medico dopo aver notato un piccolo nodulo al seno o aver osservato certi cambiamenti della sua fisionomia. Allora, ripetiamo, non smettere di palparti, conoscere bene i tuoi seni è letteralmente vitale.

E come si svolge l'autopalpazione in cerca di cancro al seno?

Idealmente l'esame dovrebbe eseguirsi almeno una volta al mese e il momento perfetto sarebbe una settimana dopo la fine del ciclo. Nel caso delle donne in menopausa, il momento in cui eseguirlo è indifferente, allora, si può scegliere un giorno preciso (ad esempio il primo o l'ultimo giorno del mese) e far diventare l'esame un'abitudine mensile. Anche se la malattia colpisce molto di meno agli uomini, loro possono eseguire l'esame nello stesso modo. Prima di tutto bisogna osservare. Mettiti in piedi di fronte a uno specchio spogliata dalla vita in su e tieni le braccia distese lungo i fianchi. Devi prendere in considerazione qualsiasi cambiamento: perciò è così importante che conosca bene i tuoi seni. Osserva il tuo seno in cerca di cambiamenti nella pelle, qualsiasi retrazione cutanea, rossore, increspatura, arricciatura, rigonfiamento, nodulo o pelle a buccia d'arancia. Ora alza bene le braccia e ripeti l'osservazione: Hai visto qualsiasi mutamento nella forma o dimensione dei tuoi seni? Qualsiasi piccolo dettaglio può essere significativo. Se scoprissi un capezzolo rivolto verso l'interno dovresti avvertire il medico immediatamente.

Dopo osservare bisogna palparsi. Sdraiata o in piedi, come ti senta più comoda, più a tuo agio, palpa il seno sinistro usando la punta delle tre dita centrali della mano destra, non dimenticare nessuna zona: la parte superiore, la parte inferiore, le parti laterali, il capezzolo e l'areola. Puoi palpare il seno dall'alto verso il basso, da sinistra verso destra o facendo movimenti circolari. L'aspetto più importante è memorizzare la forma, la consistenza e l'apparenza del tessuto dei tuoi seni perché possa identificare eventuali noduli o masse anomale. Ora, piega la mano sinistra dietro la nuca e con la mano destra palpa il seno sinistro. Fai movimenti circolari dalla zona ascellare al seno. Ripeti gli stessi movimenti per palpare l'altro seno. Osserva con attenzione le areole e i capezzoli e stringili delicatamente tra le dita per rilevare possibili fuoriuscite di liquido.

Molto importante: non spaventarti se per caso scopri un nodulo. Andare dal medico non fa mai male, ma devi sapere che tutta la mammella è fatta a noduli e quando si palpa il seno questa struttura potrebbe dare appunto la sensazione di tanti noduli. Perciò è così importante che conosca bene i tuoi seni.

Miti e bugie sul cancro al seno e le sue cause

Non possiamo lasciar sfuggire l’occasione di ricordare che non tutto ciò che si legge su Internet è vero, assolutamente no. Infatti, se cerchi su Google “Perché sono stanco?”, la cosa più normale è che tutti i risultati di ricerca ti dicano senza riguardo che sei prossimo a morire. La Rete è piena di bugie, né il limone è una cura per il cancro, né il caffè lo causa. In caso di dubbio, la risposta sempre, sempre, è dal medico. Ma per smentire soltanto alcuni dei miti più comuni: i reggiseni con ferretto non causano il cancro, neanche il deodorante, la soia, i dolcificanti artificiali o la caffeina. Un altro mito, ancora più pericoloso, è quello che afferma che le mammografie causano il cancro alla tiroide, assolutamente no. La dieta, purtroppo, non cura il cancro, neanche lo fanno le pseudoterapie, non ci sono dei rimedi magici.

Conosci il tuo corpo, studialo, palpalo, coccolalo. E in caso di dubbio, vai dal medico. Non sei da sola.

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